Dal 2020 – Il Registro dei tumori pediatrici oggi
Introduzione della legge federale sulla registrazione delle malattie tumorali (LRMT)
Il Registro dei tumori pediatrici (RdTP) è gestito dal gennaio 2020 (entrata in vigore della legge sulla registrazione delle malattie tumorali), su mandato dell’Ufficio federale della sanità pubblica, presso l’Università di Berna, all’Istituto di medicina sociale e preventiva (ISPM); inizialmente sotto la responsabilità congiunta del Gruppo d’oncologia pediatrica svizzera (SPOG) e dell’Università di Berna presso l’ISPM, e dal gennaio 2024 sotto l’esclusiva responsabilità dell’Università. La legge prescrive la registrazione delle malattie tumorali e rende obbligatoria la notifica da parte dei professionisti e delle istituzioni che diagnosticano o trattano malattie tumorali. Si tratta di un registro basato sulla popolazione, nel quale vengono registrate tutte le malattie tumorali delle persone di età inferiore ai 20 anni residenti in Svizzera.
Tumori rari
I tumori pediatrici sono rari. La loro valutazione richiede competenze specialistiche nonché collaborazioni nazionali e internazionali nel campo delle malattie oncologiche pediatriche e della loro registrazione. Per questo motivo, la registrazione dei tumori pediatrici viene effettuata a livello nazionale, mentre i tumori degli adulti sono registrati a livello cantonale. La maggior parte dei bambini e degli adolescenti affetti da una malattia oncologica viene trattata nell’ambito di studi terapeutici internazionali, al fine di garantire la migliore terapia secondo le più recenti conoscenze scientifiche.
1976–2019 – Origine su base volontaria
Importanza dello sviluppo storico
Da un’iniziativa volontaria della SPOG è nato uno strumento divenuto indispensabile: oggi il registro dei tumori pediatrici rappresenta un elemento centrale per la sorveglianza, la ricerca e l’ottimizzazione del trattamento delle malattie oncologiche nei giovani pazienti.
Il RdTP trae origine dal Registro svizzero dei tumori pediatrici (RSTP, fondato nel 1976 su base volontaria dalla SPOG. Quest’ultima è l’associazione dei nove centri svizzeri di oncologia pediatrica nei quali vengono trattate le malattie oncologiche di bambini e adolescenti. Inizialmente venivano registrati soltanto i partecipanti agli studi clinici di trattamento, ma già a partire dal 1981 sono stati inclusi tutti i pazienti trattati in Svizzera.
Dal 1992 vengono inoltre rilevati il decorso a lungo termine e gli effetti tardivi nei pazienti guariti, registrando sistematicamente le modifiche terapeutiche e lo stato di salute rilevati durante i controlli clinici di follow-up. Nonostante l’assenza di un obbligo di notifica, a partire dal 1990 la registrazione dei bambini fino ai 15 anni di età era pressoché completa. Si tratta dell’unico registro dei tumori con copertura nazionale in Svizzera.
Registro svizzero dei tumori pediatrici basato sulla popolazione
Dal 2004 il RSTP [HM(2] è stato gestito congiuntamente dalla SPOG e dal gruppo di ricerca in epidemiologia pediatrica dell’ISPM. Successivamente, il registro, fino ad allora prevalentemente clinico, è stato trasformato in un registro basato sulla popolazione, al fine di includere tutti i pazienti in Svizzera. Il RSTP ha quindi ampliato la raccolta dei dati.
Raccolta dati completa
Alla notifica dei dati da parte delle nove cliniche della SPOG (Aarau, Basilea, Bellinzona, Berna, Ginevra, Losanna, Lucerna, San Gallo e Zurigo) si è aggiunta, a partire dal 2007, una raccolta sistematica dei dati provenienti anche da altre fonti (ad esempio da cliniche non appartenenti alla SPOG, da laboratori di anatomia patologica oppure attraverso lo scambio di dati con i registri cantonali dei tumori (RCT)). Questi nuovi aspetti della raccolta dei dati sono stati approvati nel 2004 mediante un’autorizzazione speciale e nel 2007 mediante un’autorizzazione generale per il registro dei tumori rilasciata dalla Commissione peritale del segreto professionale in materia di ricerca medica dell’Ufficio federale della sanità pubblica. Dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla ricerca umana, nel 2014 l’autorizzazione è stata confermata dalla Commissione cantonale d’etica di Berna. Quest’ultima ha autorizzato anche il collegamento (linkage) con dati di routine, ad esempio provenienti dalle statistiche delle nascite e della mortalità, nonché l’invio di questionari ai pazienti o ai rispettivi genitori.